
Basta rendersi conto di queste due cose per capire molto di quello che ci circonda.
Ogni stato del mondo ha un suo centro. L'Italia, nello specifico, è Milanocentrica e Romacentrica. Due poli che si influenzano a vicenda, ma che nell'immediato hanno alcune conseguenze interessanti. Dal centro ( o dai centri ) si dipanano i linguaggi, le idee e gli stili di vita che contagiano il resto, la periferia, le banlieue, gli outskirts. Principale medium è ovviamente il linguaggio, che poi traforma anche il resto, inesorabilmente. Questa piccola considerazione mi viene da "Nonno Felice" una sit-com dei primi anni 90 con il defunto Gino Bramieri, Franco Oppini, nel ruolo del padre timido angosciato ma in fondo simpatico, con la moglie un pò troia e due gemelle occhialute ed un figlio leggermente più grande coi capelli rossi. Bene, osservando la puntata in questione dedicata alla primavera, noto alcune cose. Canale 5, innanzitutto, la rete su cui andava in onda il telefilm, è una rete senza redazioni regionali, Milanocentrica, anzi, ColognoCentrica: e "Nonno Felice" - precursore di nonno Libero di "Un medico in famiglia" un altro ottuagenario in questo caso più centrista, in tutti i sensi - infatti è una serie deliberatamente settentrionale, con un protagonista, Gino Bramieri, oltre ogni dubbio meneghino, neanche lombardo - ma in fondo per il resto d'Italia, la Lombardia è Milano, non è Varese o Bergamo; il linguaggio per anni ha agito così; Lombardia=Milano, non = Brescia o =Lecco - , ed infatti canale 5 si vede, e si vedeva - la serie ha qualche anno - da Aosta a Caltanissetta.
Ma fin qui, tutto bene, è una serie; deve essere ambientata da qualche parte. Con alcune meravigliose punte di massimalismo; Gino Bramieri e famiglia, nel telefilm, abitano a milano - nei break che attraversano la puntata ( sono quegli stacchetti con la musica che ci sono in ogni serie, da Spin City a Friends ) si vede un autobus, in particolare l'autobus n 65. Bene, pur abitando a Milano da circa ventitre anni, non ho mai preso, nè credo mai prenderò la 65, perchè? Perchè termina in S. Babila, dove è noto, nessuno abita ( a parte pochissimi miliardari ); chiaro, tranne Gino Bramieri in un noto telefilm. Quello di cui stiamo parlando.
Il massimalismo della serie che deve essere vista da Aosta a Caltanissetta, porta a questi flussi di coscienza; Gino Bramieri = Milano; Milano = Duomo; Duomo = Centro; Centro = S. Babila. Ta-dah! Ed ecco il Milanocentrismo.
Per il Romacentrismo, gli esempi sono infiniti, dai Muccinos ad Amendola padre e figlio, a Christian De Sica, alla comicità vanzinara che ci ingolfa ogni Natale e che fra trent'anni i nostri figli idolatreranno.
Tutto qui, buonanotte.