sabato, gennaio 28, 2006

Pu(l)po.


Ore 21,15. Roma. Lo studio di "Affari tuoi". Certe cose a Milano non si fanno, vanno fatte a Roma, perché poi si irradiano meglio verso il Centroitalia, si irradiano nelle Marche, in Umbria, in Toscana. Hanno il sapore di quel posto. Panariello, Milly Carlucci, Pupo, Gianni Morandi, sanno di Centroitalia.
Raiuno sabato sera emana centralismo, una serie di cerchi concentrici che partono da viale Mazzini, e si fermano prima del Po.
In tutto quel resto del Paese che se abiti altrove è inimmaginabile, figurati se esiste, figurati se ci vive qualcuno, nel resto dell’Italia...
Fine di un’altra puntata. Tra poco, un appuntamento che aspettava da mesi.
I complimenti del direttore di produzione per gli ascolti di ieri, accolti con il sorriso che era abituato a portarsi appresso come le chiavi di casa, uno sguardo ai camerini.
La Mercedes ML430 nel parcheggio privato. Le proposte di condurre Sanremo.
La porta con scritto “ingresso artisti”. I saluti ai concorrenti.
Il pensiero al dopo.
La 24 ore appoggiata sul sedile posteriore; Pu(l)po è un tipo ordinato, è la sua falsa vivacità a dircelo.
Un appuntamento per dopo cena. Salendo sulla ML430 che qualche anno fa non avrebbe potuto permettersi, i cerchi in lega sul cui prezzo non aveva battuto ciglio, il tachimetro con fondoscala a 260, i sedili in pelle beige nei quali affondava complice il suo metro e cinquanta circa, si sposta verso il suo appuntamento.
“Ciao eh, ho fatto un attimo tardi” nessun problema per il tuo interlocutore caro Pu(l)po “Hai tutto?” anche qui nessun problema per tuo interlocutore, caro Enzo, lui lo sa il tuo nome vero, lui la sa la storia di cui non parli a nessuno “Hai visto ieri?” qui il tuo interlocutore deve contraddirti “Ah no? C’era quella concorrente di Albano Laziale, tu non stavi alla A.S.L. di Velletri, magari l’hai vista” al tuo interlocutore non piacciono le domande che ti servono per allentare la tensione che i suoi monosillabi ti stanno piantando in testa come tanti piccoli chiodi, tanti piccoli morsi sul cuore, per aver raccontato tutte quelle cazzate che ti aveva detto il tuo agente, alle interviste in radio, all’Italia sul Due, agli inserti del Corriere e di Repubblica, all’Espresso –"Ho smesso col gioco, mi c’ero quasi rovinato" "Ho fatto l’amore con una estranea in treno" "Ho perso trecento milioni a baccarat in una sera" – ma quello era vero, e ti eri dimenticato dell’altra tua passione, quella che avevi sempre preferito tenere per te “Fammi vedere” quella che l’Italia non avrebbe capito, il tuo interlocutore non sembra dell’idea di accettare imperativi, ti chiede giustamente un assegno, più che un imperativo.
“To’ tieni ‘un ce la faccio più cazzo”
Pu(l)po tende le mani verso un sacchetto del Conad. Dentro una piccola scatola nera di legno laccato, come il contenitore di un compasso, solo più alto. Peserà in tutto mezzo chilo.
L’interlocutore saluta ed esce, coprendo con passi rapidi la distanza che lo separa dalla fermata di un autobus qualunque di Roma. Svanisce.
Pu(l)po resta solo col suo piacere; sta impazzendo, ripensa alle storie che gli hanno raccontato su Maurizio Belpietro, un altro che di passioni strane se ne intendeva, ma non ai suoi livelli.
Perché Pu(l)po era un fuoriclasse e come tutti i piccoli doveva darsi da fare il doppio per emergere, figurati per tenere qualche milione di persone davanti alla rete ammiraglia alle otto e mezza di sera.
La scatola di legno laccato si attacca alle mani di Pu(l)po.
Gli tremano le mani, mesi per ritrovare qualcuno che potesse procurargli quel genere di cose.
Quel genere di cose inimmaginabili.
Apre la scatola. I piccoli cardini scattano precisi.
Dentro, un feto umano di quattro mesi.
Un feto lungo come una piccola agenda; sotto un'epidermide sottile e trasparente, di seta gelata, affiorava la rete dei vasi sanguigni e un tempo ferveva l'attività di organi sempre più perfezionati.
Pu(l)po viene e scoppia a piangere.
L’alone che si forma sui pantaloni lo laverà qualcun altro.
Su RadioItalia passavano “Gelato al cioccolato”.

venerdì, gennaio 27, 2006

La merda in cornice.


Parla, non ti ascolto
Devo smettere di andare a letto tardi
Poi di scaricare pornografia
Poi di non fare niente
Di alzarmi tardi
Devo smettere di fare cose inutili
Devo smettere di fare finta di bere
Devo ascoltare più i Devo
Poi di farmi troppe seghe
Poi di scopare pensando ad altro
Poi di pulirmi in bagno
Devo smettere di pensare ad altro
Devo smettere di non venire mai
Devo decidere se e cosa fare
Devo scaricare qualcosa dei Devo
I can get no, satisfaction.

martedì, gennaio 24, 2006

Filosofie di vita.


Ecco un buon motivo per arrivare a quarant'anni; arrivarci come Bryan Ferry.

è quello in camicia bianca, in mezzo.

lunedì, gennaio 23, 2006

Charlie Parker e Politica Economica Italiana.


Via un'altro esame! Fatto totalmente ininfluente rispetto alla fame nel mondo, le elezioni, la balena suicida del Tamigi, la par condicio, le primarie, le cellule staminali, Ruini, preti violentatori di suore, neonati molestati, neonati che molestano preti, preti che non toccano bambini e quasi tutto quello che è accaduto dal Big Bang ad oggi.
Bella giornata, seguire il tutor di Lucchini è divertente, anche perchè non essendo preparatissimo alle spiegazioni troppo insistenti risponde con "Non ricordo ad esser sincero" "In questo momento mi sfugge...comunque è così" manco fosse un Paolo Montero qualunque a un processo per doping, e noi tanti p.m. .
( Thievery Corporation - Om Lounge )

giovedì, gennaio 19, 2006

Eraserhead.


Massima del giorno;
Nella vita si deve provare tutto, tranne l'eroina, compreso prenderlo in culo.

venerdì, gennaio 13, 2006

Il cannibale di Rotenburg alla sbarra.


Cazzo cazzo cazzo almeno economia per ora ci siamo e via di un cazzo di 25 che non sarà niente ma almeno ho potuto mentire almeno sono potuto uscire a bere rubare copriruota lasciare la macchina in cortile sbagliare taglio rifiutarsi di andare a teatro aspettare un amico arrivare in ritardo lasciarsi andare in diarrea spegnere sigarette nel cesso stampare manifesti organizzare il nulla fare finta di niente avere un amico che ti ha fatto arrivare a Mark Lanegan e vorresti ringraziarlo davvero ma ha cambiato sesso durante un esame di economia e quindi crederebbe che ci stai provando "there's no use for you here anymore" idiozia
Cazzo ha fatto un grande capodanno investendo vitelli morti e incastrando intestini su assi di trasmissione e dipingendo con letame verde e sangue raggrumato il telaio della macchina.
Mi piacerebbe sposare una ragazza così un giorno, che investe animali morti.

venerdì, gennaio 06, 2006

Simulatore di emozioni.


Istruzioni;
Scaricate "Bach Song" dei Mars Volta.
Oppure "Where is my mind?" dei Pixies.
Anche "Debonair" degli Afghan Whigs, può funzionare.
Ascoltatene una a scelta, o tutte e tre, ma non continuate prima di avere schiacciato play sul vostro media player di fiducia.
Ascoltate.
Continuate a leggere.
-"I vincenti si riconoscono alla partenza, riconosci i vincenti e i brocchi.
Chi avrebbe puntato su te?"
"Io avrei puntato tutto su te."
-"E avresti perso."
Ecco tutto.